di Andrea Secci 

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L’altra sera durante un dibattito televisivo fra i candidati repubblicani alle elezioni Usa è comparsa la pubblicità della nuova serie televisiva House of Cards con la faccia sorridente di Frank Underwood, lo spregiudcato protagonista dell’acclamata serie televisiva. Subito da molti Underwood è stato indicato come il loro candidato preferito ed il sito www.fu2016 per sostenere la sua campagna elettorale, sta espodendo di contatti. Ancora non è chiaro se sia solo una trovata pubblicitaria della Netlix che vuole lanciare il suo nuovo mainstream in tutto il mondo o se invece si stia sondando per farne una cosa vera. Anche in italia sono comparsi subito i fan di Frank Underwood, come lo studio legale lobbistico F&B di Roma specializzato in consulenze aziendali sul funzionamento del sistema burocratico e politico italiano. Per chi non la conoscesse, la serie televisiva House of Cards, tratta dai romanzi di Michael Dobbs, ex capo gabinetto del partito conservatore ai tempi di Margaret Thatcher, parla di quanto la gestione del potere sia spietata e di come la via per il successo sia piena di delitti, compreso l’omicidio. E’ un condensato di cinismo esistenziale basato su coordinate culturali cognitive che aboliscono qualsiasi valore ideale cercando di dimostrare che la democrazia non abbia alcun valore se non come lotta feroce per il potere e che la triade di successo in politica sia: sesso – soldi – potere. In Italia abbiamo già dato, grazie. Per questo la notizia si commenterebbe da sola, senonchè fa opinione e contribuisce a creare quel senso di antipolitica che ben conosciamo in Italia. Se poi la colleghiamo con le prese di posizione quotidiane dell’altro candidato republicano vero, il miliardario Donald Trump, sui musulmani e sulla chiusura dei confini Usa, ci sentiamo ancor più impegnati a continuare nel nostro lavoro di riaffermazione dei valori di sinistra così, come la difesa dei diritti umani, la solidarietà, la lotta per far dimuire le diseguaglianze, l’uso della diplomazia, più che della guerra, per risolvere i conflitti, la politica come strumento per far aumentare il bene comune e premiare il merito indipendentemente dall’origine sociale. L’affermarsi in tutto il mondo occidentale di partiti antisistema che pensano di rappresentare la destra e la sinistra in nome di un non meglio definito cambiamento, sono i veri preferiti dai centri di potere economico perché dove la politica è debole gli interessi economici particolari hanno il sopravvento. Per noi invece la differenza fra destra e sinistra esiste, e come se esiste ancora! Questo nonostante i ritardi e gli errori degli ultimi decenni. Sarà bene che lo riaffermiano ogni giorno specie nei consessi europei dove Ungheria e Polonia stanno sempre più abbandonando lo spirito democratico Europeo, per noi frontiera unica per il nostro futuro.