MARTIN SCHULZ CANDIDATO UNITARIO DEI SOCIALISTI EUROPEI ALLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA  

di Stefano Voltaggio
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L’ex libraio, ex sindaco, già Membro e poi Presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz si rivolge alla platea dei delegati e dei partecipanti al Congresso elettivo del PES e chiede con gentilezza: “Voglio farvi una domanda… Riusciamo ancora a provare dolore? A provare dolore per il giovane o la giovane che, avendo inviato trecento curricula ha ricevuto trecento no? Per la coppia di cinquantenni che, perduto il lavoro, ha perduto anche la casa per l’impossibilità di far fronte alle rate del mutuo, e che si sente dire che è tropo vecchia per trovare nuovo lavoro? Per il genitore che non ha idea di come procurare il prossimo pasto caldo per il figlio?”
La platea, fatta di Primi Ministri, compreso naturalmente il nostro, Ministri, Parlamentari, leader di partito, Segretari Generali di Sindacato, diplomatici, funzionari, delegati, giornalisti, osservatori ed ospiti provenienti da tutta Italia e da tutta Europa, scoppia in un applauso sincero. Perchè è sicuramente posta con sincerità la domanda. La sensazione è che quest’uomo, che pure conosce perfettamente e frequenta le Istituzioni europee, non sia o comunque non sia soltanto un “uomo di palazzo”, ma un europeo libero capace di porre l’unica domanda che oggi conti in Europa. Siamo ancora capaci di empatia nei confronti del nostro prossimo?
Forse è questo il passaggio più intenso del discorso che Schulz ha pronunciato oggi a seguito dell’investitura a candidato unitario della socialdemocrazia europea alla Presidenza della Commissione Europea, ricevuta dal Congresso del Partito dei Socialisti Europei, il PES, storico gruppo europeo al quale Matteo Renzi ha fatto approdare il nostro partito. Siamo entrati ieri, ed oggi Schulz viene a farsi votare a Roma. Molti fra gli oratori, fra i quali lo stesso Renzi, che ha citato la “città della Grande Bellezza”, hanno sottolineato l’importanza simbolica della Sede prescelta per il congresso. A Roma è nata l’Europa, da Roma rinasce oggi l’Europa.
Più di 300 sui 404 voti validi hanno dunque determinato il fatto che Martin Schulz sarà  capolista alle prossime elezioni europee di Maggio per le liste aderenti al PES in tutti i Paesi dell’Unione. Una candidatura unitaria per un territorio composto da più di cinquecento milioni di abitanti è già un fatto senza precedenti. Si tratta poi di un candidato tedesco – cittadino cioè di una nazione oggi considerata da molti europei corresponsabile del disagio profondo in cui sono sprofondati. Infatti Schulz ha chiarito alcune cose: il lavoro prima di tutto. In tutta Europa, per tutti, ed in modo particolare per giovani e donne. Regolamentazione più incisiva ed attenta della finanza e delle banche con il superamento della timidezza nei confronti dell'”invisibile mano del mercato”. Come ancora ricordato da Renzi il Manifesto del PES recita infatti: “(…)economic freedoms cannot outweigh social rights.” Le libertà economiche non possono prevalere sui diritti civili e sociali. Dunque Europa dei cittadini e non dei burocrati. Europa della Libertà e dei Diritti Umani, bandiera e faro per il resto del Pianeta – compresi i cittadini ucraini che oggi sventolano le bandiere blu dell’Unione a difesa della loro democrazia. Europa produttiva ed economicamente competitiva con il resto del mondo. L’Europa che tutti sognamo. Per la prima volta gli elettori europei hanno la possibilità di scegliere il Presidente della Commissione Europea, e Martin Schulz appare come un eccellente candidato. Da oggi comincia una nuova avventura per l’Europa, e forse una riscossa.