di Dimitrios Michoudis

Pacta sunt servanda

Ogni Primo Ministro greco che abbia tentato di iniziare un discorso, a Berlino o a Bruxelles, per la riduzione del debito greco e più in generale per la rinegoziazione di quanto concordato con la troika, in qualsiasi lingua l’ abbia fatto, ha avuto sempre la stessa risposta in latino, pacta sunt servanda, gli accordi devono essere rispettati. E ad oggi, non è cambiato niente, l’ha detto recentemente il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, l’ha ripetuto il Primo Ministro finlandese e, per ultimo il Capo del Meccanismo Europeo di Stabilità Klaus Regling è stato esplicito, “se la Grecia continuerà le riforme e applicherà le misure concordate con la troika, riceverà le rate dall’ EFSF e il FMI e solo in questo caso si potrà iniziare un discorso che comprenda una ulteriore riduzione del debito greco”.

Questo è il nodo che dovrà risolvere il vincitore delle elezioni greche del 25 gennaio che, secondo i sondaggi, sarà Alexis Tsipras, Segretario del partito della sinistra radicale SYRIZA. Però, pare che il giovane leader della sinistra abbia commesso un errore ed è caduto nella trappola che gli ha teso il premier Samaras, noto per i suoi agguati, tattici o non, contro amici e nemici. Il governo che uscirà dalle urne del 25 gennaio sarà chiamato per la quinta e ultima valutazione con la troika (FMI, BCE, UE). L’esito positivo di tale valutazione, consentirà alla Grecia di ricevere i fondi che avrebbe dovuto ricevere da mesi. Il leader del centrodestra ha evitato la valutazione della troika che avrebbe significato ulteriori tagli per 2,5 miliardi, insostenibili in termini elettorali, che avrebbe pregiudicato ogni velleità di vittoria del centrodestra, ha anticipato di tre mesi l’elezione anzi, la non elezione del Presidente della Repubblica che ha dato luogo alle elezioni anticipate del 25 gennaio, e ha scaricato al nuovo governo greco, che probabilmente sarà formato da SYRIZA, l’onere della quinta e ultima valutazione con la troika, che significherà nuove misure “sangue e lacrime”. Solo dopo l’accettazione di queste misure si potrà eventualmente discutere sul taglio del debito, rinegoziazione e quant’altro. Infatti, il leader uscente avrebbe potuto tranquillamente consentire l’elezione del Presidente della Repubblica, per di più con una persona di suo gradimento, lasciando a Samaras l’onere delle nuove misure richieste dalla troika, spostando la data delle elezioni alla fine del 2015, scelta che gli avrebbe permesso di trovare, oltre una vittoria facile anche una situazione più lineare e gestibile. Non bisogna scordare l’ errore che commise nelle elezioni del 2009 il Segretario del Partito Socialista (PASOK) Giorgio Papandreou, il quale sulla scia dei sondaggi favorevolissimi, vinse le elezioni con il 42% dei voti, trovandosi quasi subito fra le mani la patata bollente del debito e di conseguenza i memorandum che sono costati sangue vero al popolo greco. Oggi le previsioni per il PASOK del Segretario E. Venizelos sono poco sopra il 5%.

Nonostante qualche esponente dell’ala sinistra del SYRIZA muove ancora lo spauracchio dell’ uscita della Grecia dall’ euro, ormai non si parla più con insistenza di Grexit. Il leitmotiv degli uomini e dello stesso Tsipras è, taglio di gran parte del debito, affinché diventi sostenibile, e rinegoziazione delle condizioni con la troika, ma come si è detto sopra, tale eventualità sarà possibile, solo dopo aver accettato a priori le condizioni del quadro di riferimento concordato fra gli stati dell’ Eurozona. In tal caso il suo elettorato che in pochi anni ha portato il partito dal 4% a oltre il 30%, secondo i recenti sondaggi, non sarebbe particolarmente felice.

Comunque se la vittoria del SYRIZA è ormai certa, l’unica incertezza rimane la possibilità di avere la maggioranza assoluta. In Grecia il sistema elettorale prevede un bonus di 50 deputati per il primo partito, mentre lo sbarramento per entrare il parlamento è al 3%. Secondo calcoli, per la maggioranza assoluta serve una percentuale almeno del 36%. Meno partiti superano il 3%, più scende la percentuale per il primo partito di ottenere la maggioranza assoluta. Comunque fino al 40% sono previste maggioranze striminzite, poco più di 151 deputati su 300, pochi per andare con autorevolezza a Berlino o a Bruxelles a fare richieste non previste dai trattati. Quindi non è da escludere un’ immediata nuova tornata elettorale, come è successo nel 2012, dopo, però, aver eletto il nuovo Presidente della Repubblica, come prevede la Costituzione greca.

In ogni caso, il giovane leader e gli economisti del SYRIZA che si recheranno a Bruxelles o a Berlino, comincino a imparare il latino, per non trovarsi impreparati alla certa risposta di Schaeuble e della troika ad ogni loro richiesta, pacta sunt servanda.