No, il destino dell’Europa non può essere quello di scivolare in un declino glaciale, come sostenuto dal Financial Times in un discusso editoriale di fine anno. Il 2016 sarà un anno fondamentale per l’Europa, presa tra tante tensioni e strattonata da più parti: i rischi del referendum britannico, i crescenti atteggiamenti nazionalisti ed euroscettici di alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale, la prevalenza dei piccoli egoismi dei governi di fronte all’interesse comune europeo.

L’arretramento sul sistema Schengen è un segnale che deve destare grande preoccupazione in tutti noi: la libera circolazione è il pilastro su cui poggia il principio della cittadinanza europea, senza di essa non sarà più possibile far avanzare l’integrazione politica.
E’ nostro compito chiamare a raccolta le forze democratiche: dobbiamo fare di tutto per aiutare l’UE a trovare nuovo coraggio politico e a rendere ancora possibile la realizzazione di un disegno federalista.
Più Europa è la risposta: lo è per fronteggiare le grandi sfide attuali, dalla gestione comune delle frontiere a un sistema unico di intelligence e di anti-terrorismo. Lo è per creare nuove possibilità di sviluppo sfruttando l’effetto-leva che un’azione integrata potrà dare: nuovi investimenti, un bilancio comune più forte, strumenti innovativi di welfare e occupazione (salario minimo, schema europeo di disoccupazione, garanzia giovani). Lo è, soprattutto, perché di fronte ai cambiamenti del mondo globale il modello europeo – un modello fatto di diritti, protezione sociale, sostenibilità ambientale – potrà avere un futuro solo se saremo più uniti.
Siamo chiamati a una reazione popolare, a una mobilitazione straordinaria per salvare l’Europa: è compito del PD, il partito più votato in Europa, il primo partito della famiglia progressista, lanciare una grande campagna per il cambiamento in Europa. Un cambiamento che deve essere mirato in primo luogo a conseguire politiche e risultati più efficaci e concreti, per riavvicinare l’Europa ai cittadini, ma che deve anche essere accompagnato da una nuova cultura politica, una campagna permanente di informazione e spiegazione della nostra idea di “buona Europa”.
Per quello che è il nostro compito, qui da Bruxelles, mai come oggi crediamo che la EUdem School possa essere uno strumento utile a creare contenuti e riflessioni comuni per rilanciare l’Europa politica e a dare nuova spinta al PSE.
Manca poco più di un mese al nostro appuntamento di Bruxelles, speriamo possa essere davvero l’inizio di una grande mobilitazione e di un percorso permanente per contribuire a fare del PD il baluardo del rilancio del sogno europeo.

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