Primo incontro – riflessioni sulla crescita delle diseguaglianze (16 Novembre)

Co-relatore : Guido Carandini

La crescita delle diseguaglianze sembra la cifra caratterizzante dello sviluppo economico mondiale a partire dagli anni Ottanta praticamente in ogni parte del mondo. Questo fenomeno sembra in contrapposizione con quanto avvenuto tra la fine della II Guerra Mondiale e la fine degli anni Settanta, periodo nel quale le diseguaglianze sembrano decisamente più contenute.

La relazione di Progetto 30 (corredata, fra l’altro, da grafici riguardanti un parallelo tra la società italiana e quella di altri paesi occidentali – es. USA -; l’evoluzione della composizione della ricchezza in Italia e fuori; l’aspetto non soltanto economico della crescita delle diseguaglianze) induce a pensare che le ragioni del fenomeno vadano ricondotte all’aumento di scala dell’economia – seguita alla liberalizzazione del movimento di merci e capitali a partire avvenuta proprio dagli anni Ottanta nel contesto internazionale – non seguita da un simile aumento di scala della politica.

Abbiamo registrato una grande partecipazione su un tema sentito da tutti come centrale nella società contemporanea. La discussione nel circolo ha riguardato le possibili cause di questo fenomeno, ed alcuni interventi hanno evidenziato la necessità di valutarlo in un contesto in cui sono presenti anche aspetti positivi come la crescita complessiva della ricchezza disponibile in paesi emergenti come India e Cina.

L’incontro puntava ad aprire la discussione su una tematica che verrà ulteriormente sviluppata nelle sue diverse componenti attraverso incontri successivi.

Secondo incontro – riflessioni sulla liberalizzazione del commercio internazionale (14 Dicembre)

Co-relatore: Riccardo De Bonis

Negli ultimi trent’anni la crescita esponenziale dell’economia mondiale, legata al tumultuoso ingresso sulla scena di grandi mercati emergenti, è stata accompagnata da parte dei paesi occidentali da una politica liberista che vedeva nella limitazione delle barriere allo scambio internazionale uno stimolo allo sviluppo economico.

La relazione di Progetto 30 evidenza come nello stesso periodo si sia assistito ad un progressivo aumento delle diseguaglianze sociali in ogni parte del mondo, ponendo ciò in relazione con la deregolamentazione degli scambi su scala internazionale, ed avanza dubbi sulla sostenibilità di un sistema che lascia nelle mani dei singoli Stati una sempre minore libertà di manovra nel regolare l’attività economica che si svolge, o che transita, nel proprio territorio.

L’intervento del co-relatore ed altri interventi hanno evidenziato come la crescita di alcuni paesi già poveri avvenuta negli ultimi anni sia un fenomeno positivo per tutti  e come alcuni spetti negativi dello sviluppo dell’economia italiana possano essere dovuti più ad errori politici e programmatici che a difetti della liberalizzazione degli scambi internazionali in sé.

La discussione del circolo ha registrato posizioni diverse tra chi ritiene, da una parte, che lo scambio internazionale di merci vada ulteriormente assecondato eliminando le ultime barriere esistenti in termini di quote di importazione e dazi doganali nell’Unione Europea e chi, dall’altra parte, ritiene che la presenza di barriere possa invece moderare il commercio evitando la delocalizzazione produttiva e la creazione di filiere multinazionali senza tuttavia limitare un corretto sviluppo economico. Attraverso successivi appuntamenti verrà ulteriormente analizzata questa materia, ricercando il punto di incontro tra le diverse visioni appena richiamate.