Partiamo dal mar Cinese :
mentre resta ancora alta la tensione per le manifestazioni di potenza ( nucleare ) fatte dalla Corea del Nord , si complica la crisi in atto nel Mar Cinese.

La Cina dopo aver montato appena due settimane fa i potenti missili modello hQ-9- capaci di colpire un bersaglio ad oltre 200Km di distanza , montati nell’ arcipelago delle Paracel, adesso ha inviato presso quelle isole nelle basi da essi fortificate ( chiamate non a caso “portaerei fisse ” almeno una squadriglia di caccia ultrasofosticati del tipo J-11 che si troverebbero di base a Woody Island .

Ai missili ed adesso ai caccia si deve aggiungere l’ istallazione di un potente e sofisticato sistema radar , capace di dare ai Cinesi la capacità di monitorare tutto il Mar Cinese Meridionale e quindi controllare e poter incidere su tutto il traffico navale ed aereo di quella zona .

la stessa operazione la Cina ha già fatto con il mar antistante il Giappone.

La Cina rivendica il 90% di tutto il Mare Cinese Meridionale .

Si tratta senza se e senza ma di un’iniziativa unilaterale , che la Cina edulcora definendole misure di autotutela difensiva.

La verità è che Pechino sembra stia volendo cambiare il panorama asiatico e stia facendo uno sforzo teso a dominare militarmente l’ asia orientale. 

Il Comandante in capo della marina U.S.A. per il pacifico l’ Ammiraglio Harry Harris , ha messo in guardia i politici affermando che i pericoli di un incidente militare oggi sono probabili.

Gli U.S.A. stanno sondando i possibili alleati in quel del sud est asiatico.

la Libia : 

E’ di queste ore l’ annuncio dell’ uso della base di Sigonella ( CT) da parte degli U.S.A. per missioni in Libia con droni ma forse anche con aerei da combattimento e bombardamento mirati. Sembra, ma al momento non si hanno conferme, che Militari specializzati francesi , stiano già operando in LIbia. E’ un fatto che in Libia non si sia formato il Governo di unità nazionale a cui da mesi si stava lavorando . 

Il tutto in cina come in libia avviene senza che l’ O.N.U. sia interpellata e presente almeno con i propri moniti.

UIn panorama del tutto diverso a livello internazionale a quando accadeva ai tempi della Amministrazione Bush anni 1991 prima guerra del Golfo.

Amche a livello nazionale nostro langue l’ attenzione per questi problemi .

la Libia in particolar modo è alle porte di casa Nostra . La nostra storia contemporanea è connessa con la storia della Libia.

Abbiamo indubbiamente delle responsabilità e degli interessi in Libia.  

La posizione del nostro Governo non è facile. 

Servirebbe una condizione di sostegno politico trasversale anche alle opposizioni .

Il Paese già alle prese con grandi problemi non può presentarsi diviso distratto e soprattutto impreparato davanti il precuipizio libico. 

Nessuna polemica ma non vi sarà sfuggito che il tema politico centrale in italia al momento sembri essere il Decreto Cirinnà sulle unioni omosessuali.

Forse dico forse ( nessuna polemica ) direi che il Parlamento potrebbe occuoparsi di crisi aperte alle porte di casa , 

crisi che rischiano di travolgerci e trovarci impreparati e sprovvisti.

Luca Giordano