Addio a Roma (Neri Pozza, 2012, 348 p.) di Sandra Petrignani,  addio ad un periodo importante della nostra storia culturale, ad un mondo che aveva grandi speranze e grandi ambizioni, ad una città che ha rappresentato una grande attrattiva per la società intellettuale di tutto il mondo.

Sandra Petrignani disegna una mappa del centro di Roma attraverso i personaggi importanti della storia culturale, ci accompagna per le strade e i quartieri della città, luoghi d’incontro di pittori, scrittori, poeti e intellettuali dagli anni cinquanta agli anni settanta; consegnandoci un affresco prezioso dei rapporti tra i protagonisti della scena intellettuale italiana in un momento particolarmente difficile per il paese che cercava di riemergere dalle miserie  della guerra.

Sono gli anni di Alberto Moravia, Elsa Morante, Palmiro Togliatti, Renato Guttuso, Pablo Picasso, Adriano Olivetti, Fellini, Visconti, De Sica ed ancora Vittorini, Gadda, Maraini, Piccioni, Scalfari e tanti altri le cui vite  s’incrociano e si svolgono nel centro di Roma.

Ci sono anche le presenze di intellettuali stranieri come Ingeborg Bachmann, Maria Zambrano, filosofa spagnola scappata dal franchismo e lo scrittore Truman Capote.

Il libro ci svela anche aspetti meno conosciuti ma altrettanto importanti del fervore culturale che ha animato Roma negli anni ’50-70

Alla documentazione storica puntuale e rigorosa si alterna un mondo parallelo dove realtà e finzione si mescolano. Ninetta, una ragazza trasteverina, è un espediente letterario di cui la scrittrice si serve per rimandarci un’altra immagine di quel mondo, un’immagine privata  fatta di particolari e di quotidianità. Ninetta entra in questo mondo da una porta secondaria,  sogna di diventare una grande scrittrice, sogna di poter lasciare un segno importante dopo la sua morte. Il suo sogno comincia ascoltando alla radio la notizia della morte di Benedetto Croce di cui non sa niente ma ne percepisce il prestigio.

Il libro comincia infatti nel 1952, l’anno in cui muore Benedetto Croce ma è anche l’anno in cui Palma Bucarelli prepara la mostra su Picasso.

Palma Bucarelli è uno dei personaggi  principali del libro, un personaggio che la scrittrice stessa definisce romanzesco, pieno di luci e di ombre, presente sia nella parte storico-documentaria che in quella d’invenzione. E’ la donna che rompe gli schemi di una società ancora provinciale che si stupisce e che critica le scelte dirompenti di questa donna che ha dominato la scena culturale dalla sua importante posizione istituzionale come direttrice della Galleria nazionale d’arte moderna. E’ stata la prima donna ad essere stata nominata direttrice di un museo.

Accusata di prediligere le nuove tendenze artistiche, le è però anche stato riconosciuto il merito di aver fatto conoscere all’Italia la produzione artistica internazionale.

Ninetta realizza il suo sogno all’ombra di Palma Bucarelli diventandone l’assistente, è il prototipo del riscatto sociale e culturale e simbolo dell’evoluzione femminile, ma è anche l’occhio dell’autrice.

Nel libro la grande storia interagisce con le storie individuali, la narrazione si interrompe nel 1975 con la morte di Pier Paolo Pasolini, “Ora tutto cambierà” pensa Ninetta mentre segue il feretro in via Arenula.

Valeria Cicogna

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