La civiltà di un paese si valuta da come tratta le persone più deboli. Questa frase, che echeggia da più parti, rappresenta la motivazione e la spinta del gruppo di lavoro delle politiche socio sanitarie del circolo PD di via dei Giubbonari. E purtroppo in momenti di crisi non solo economica, ma sociale e culturale, sono proprio i più deboli a subire le maggiori conseguenze. Essi sono coloro i quali hanno meno voce in capitolo, i meno ascoltati nei palazzi della politica e il nostro gruppo ha come obiettivo quello di portare queste voci nei palazzi dei decision makers, costituire una cassa di risonanza per portare queste voci a livello di chi costruisce l’opinione pubblica.

Il lavoro del gruppo si articola in diverse tematiche su cui stiamo elaborando iniziative distinte.

  1. Il primo progetto, in fase di elaborazione avanzata, è quello di organizzare un incontro con alcuni operatori dei SerT romani, per analizzare il loro lavoro, portare all’attenzione pubblica una realtà, quale quella della tossicodipendenza, che oggi sembra sfuggire all’attenzione sia della politica che dei mass media. Ancora in molti di noi vige la credenza distorta che la tossicodipendenza sia un vizio di debosciati ed emarginati, dimenticando invece che questa è una malattia e i tossicodipendenti sono dei malati, di una malattia invisibile agli occhi, ma altrettanto grave e difficile da curare delle malattie del fisico; è facile sentire frasi del tipo “se l’è cercata” o “l’ha voluta lui”, tali frasi sono quanto di più lontano dalla realtà ci possa essere; la psichiatria riconosce la tossicodipendenza quale una malattia della mente che richiede cure mediche e assistenza sociale. Il nostro gruppo di lavoro tenterà di portare il suo contributo per una discussione sui SerT e sulle tossicodipendenze scevra da pregiudizi che contribuiscono a rendere difficile il lavoro di questi operatori.
  2. La seconda tematica che il gruppo sta affrontando è quella delle specificità della salute delle donne. Partendo dal lavoro che si svolge nei consultori, cercheremo di analizzare la situazione lavorativa di queste importanti strutture, attraverso la costituzione di un questionario, in fase di elaborazione, da sottoporre agli operatori del settore, per valutare aspetti di tipo epidemiologico, difficoltà operative che si incontrano sui luoghi di lavoro. Il questionario sarà un primo passo per portare all’attenzione le carenze di tali strutture, valga una per tutte il fatto che i consultori sono chiusi nel fine settimana, rendendo praticamente impossibile la possibilità di farsi prescrivere la pillola del giorno dopo in questo arco temporale. Tuttavia non ci limiteremo a questo,  ma presenteremo anche proposte,  elaborate insieme agli operatori,  per migliorare l’efficienza dei consultori.

Accanto alle iniziative in fase di elaborazione sui consultori si svilupperà e focalizzerà l’attenzione sulla legge 194 e sul grave problema dell’obiezione di coscienza degli operatori sanitari, che nella nostra regione supera il 90% tra medici ed infermieri. Aldilà delle critiche, la domanda che ci poniamo e che poniamo ai decision makers è se ci siano soluzioni al problema dell’obiezione di coscienza. A nostro parere le soluzioni possono essere diverse e le presenteremo in un incontro che organizzeremo entro giugno prossimo.

Altra iniziativa su cui si sta lavorando nell’ambito della tematica salute donna, è quella dell’utilizzo della pillola RU-486, la cosiddetta pillola abortiva. Recentemente il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha reso possibile l’utilizzo di tale terapia anche in day hospital, riducendo sicuramente i tempi di attesa che venivano determinati dall’obbligo di somministrare il farmaco solo in condizioni di ricovero ospedaliero. Si tratta di un grande passo avanti nella possibilità di utilizzare il trattamento con la RU-486; ma alcuni problemi rimangono ancora aperti, soprattutto quello, già evidenziato, degli obiettori di coscienza: per capire la gravità della situazione basta infatti scorrere le pagine della cronaca di Roma di qualche tempo fa, quando una donna, all’ospedale Pertini, si è trovata a dover abortire nel bagno dell’ospedale, con la sola assistenza del marito, perché a cambio turno, tutti i medici erano obiettori. Il passo successivo da affrontare sarà quello di somministrare il farmaco anche nei consultori, come già sta avvenendo in Toscana, promuovendo l’assunzione, attraverso contratti a convenzione, di ginecologi non obiettori.

  1. Altra tematica sociale posta recentemente all’attenzione del gruppo è quella dell’immigrazione extra comunitaria a Roma, con i gravi problemi che questa comporta: le nuove schiavitù ne sono un esempio; rifacendosi sempre a notizie di attualità (si veda articolo sui lavoratori indiani, stagionali dell’agro pontino, comparso recentemente su La Repubblica), cercheremo di ricostruire i processi alla base di questa condizione per scoprire che i nuovi schiavi sono vicini a noi. Inviteremo in un incontro sull’immigrazione e le nuove schiavitù, da organizzare prima del periodo estivo, il professor Francesco Carchedi, sociologo, esperto di processi di politiche migratorie, collaboratore dell’osservatorio dell’IRES nazionale sull’Immigrazione. Tale incontro sarà il primo passo che ci porterà ad interagire con le associazioni che lavorano a contatto con l’immigrazione, quale la Caritas, la MeDU (medici per i diritti umani), per arrivare a scoprire l’aberrante realtà dei CIE (Centri di identificazione ed espulsione). Inviteremo a questi incontri politici attenti e sensibili a tali problematiche.
  2. Nel calendario dei lavori del nostro gruppo vi sono altre numerose tematiche in attesa di essere sviluppate, quale, ad esempio, l’analisi sulle proposte di legge in merito al fine-vita: a tale proposito, non dimentichiamo il recente intervento del nostro Presidente della Repubblica. Contatteremo, a tale proposito, i membri dell’associazione Luca Coscioni.

I progetti di lavoro sono numerosi, come numerose sono le problematiche sociali e sanitarie che la società post-moderna ci pone.

Del resto se negli ultimi 40 anni, grazie al liberismo più radicale, l’uomo è stato messo di lato, reso eccentrico, rispetto all’economia e la finanza che ha invece assunto un ruolo sempre più centrale e determinante nelle scelte della politica, spetta al PD, quale partito di sinistra, socialista e democratico, rimettere al centro l’Uomo, nel processo di costruzione di un Nuovo Umanesimo, o parafrasando il filosofo Hans Jonas per un Superumanesimo.