Roma secondo Giulia 

Roma è da sempre città in movimento e luogo di sosta; in lei convivono il dinamismo e l’accoglienza. Vi abitano persone che vengono da ogni parte del mondo, che hanno lingue e religioni diverse, ma riconoscono pacificamente e civilmente un’unica legge.

Roma è stata, al tempo dell’Impero, la patria del Diritto: oggi sono veri cittadini romani tutti coloro che accettano e condividono il patto inviolabile tra cittadini e istituzioni, indipendentemente dalla loro nazionalità e dalle loro credenze.

 

Per dare forma a questa idea di pace e civiltà il nostro agire deve essere basato sulla passione: per la città, per il nostro lavoro e per la libertà.

Dobbiamo creare un sistema distribuito, connettivo e inclusivo, in cui le esperienze migliori possano collegarsi e trovare spazio di crescita.

Vogliamo una rete in cui le persone e le loro esperienze professionali, imprenditoriali e formative siano collegate e normate da regole chiare e rispettate, in base alle quali ciascuno possa delineare il suo percorso di vita.

Dunque non una rete telematica, formata da un’insieme di solitudini rabbiose, ma una rete viva e concreta, che porti ovunque e arrivi dappertutto.

I fondi pubblici devono servire a finanziare i membri di questo sistema, in cui le energie della città si risvegliano e crescono.

 

Roma si definisce in base all’eredità culturale, alla contemporaneità e alla visione del futuro. Noi vogliamo che vi si moltiplichino le esperienze di valore internazionale, perché la nostra città diventi una delle capitali mondiali del Contemporaneo. E desideriamo che il nostro Partito sostenga questo processo di rinascita, aprendo la porta a tutti i soggetti sani che vogliano contribuire, secondo i principi di accoglienza ed inclusione che da sempre lo caratterizzano. Di vitale importanza è l’educazione urbana dei ceti medi, perché Roma divenga un modello di civiltà e di sviluppo imprenditoriale per il mondo intero.

 

Per l’idea del futuro, per l’ambizione a migliorare e a cambiare ci possono venire incontro le capacità visionarie degli artisti. In ogni epoca pittori, sculturi e architetti hanno rappresentato l’aspirazione al rinnovamento e i valori emergenti delle società di cui facevano parte. Oggi la nostra intenzione è di rivolgerci al cinema, perché gli sceneggiatori ci offrano una nuova visione della città, scrivendo film che rappresentino Roma non quale è oggi, ma quale dovrebbe essere, immaginando quello che di nuovo potrebbe rappresentare per il mondo. A questo scopo si dovrebbe dare vita ad una agenzia editoriale per lo sviluppo di sceneggiature cinematografiche che abbiano l’identità di Roma come oggetto. Nel progetto sarebbe importante coinvolgere anche artisti stranieri, capaci, forse ancor più degli italiani, di offrirci uno specchio in cui tornare a riconoscerci, una nuova idea planetaria di Roma.

Questa agenzia editoriale dovrebbe avere il Comune come soggetto proponente, in collaborazione con il Festival del Cinema di Roma, Cinecittà, l’Associazione Produttori e tutti i soggetti, anche privati, interessati ad investire in una nuova immagine della città.

 

Per rinnovare l’idea di Roma è fondamentale il ruolo della periferia. Per la nuova città che abbiamo in mente il centro storico va ripensato a partire dalla periferia. La memoria del nostro centro storico è stata nel tempo pietrificata e musealizzata a fini turistici, fino quasi a toglierle la linfa vitale: dunque è proprio dalle periferie che oggi possiamo attingere nuove energie per ripensare la città, creando un sistema policentrico, che abbia non uno, ma tanti centri storici, e in cui tutti gli elementi storico-culturali presenti nella città siano valorizzati.

A questo scopo il PD, attraverso la rete dei suoi circoli, ha iniziato da tempo la mappatura dell’offerta culturale presente sul territorio cittadino, con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni ed esaltare tutto quanto possa arricchire la vita dei diversi quartieri.

Si tratta di un progetto in cui devono essere coinvolti tutti gli operatori capaci di rimettersi in gioco per innovare, nonché soggetti nuovi e desiderosi di ripensare quanto c’è, creando al tempo stesso il nuovo, per il bene di tutti i cittadini.

 

Dunque un sistema distribuito, interconnesso su scala locale e globale, accogliente ed inclusivo; un sistema reticolare di collegamenti in cui ogni nodo che si interrompe venga prontamente ripristinato, a qualunque livello, dalla lampadina fulminata alla manutenzione dei giardini, dalla raccolta dei rifiuti al trasporto, dalle offerte culturali alle opportunità imprenditoriali, dalla formazione alla vivibilità degli spazi: questa è la mia idea di Roma, per la quale intendo spendermi ancora e sempre.

 

 

Laura Bonaventura – Dall’intervento di Giulia Urso al PD Giubbonari dell’ottobre 2015